“Un derby tra fascisti e comunisti”.
Durante la Guerra di Liberazione nazionale morirono circa 40.000 partigiani italiani e 20.000 soldati dell’esercito cobelligerante italiano.

“Un derby tra fascisti e comunisti”.
Tra l’8 settembre del ’43 ed il 25 aprile 1945 ci furono oltre 400 rappresaglie e stragi da parte dell’esercito nazifascista, con un bilancio di circa 15.000 vittime.

“Un derby tra fascisti e comunisti”.
Al termine della Guerra di Liberazione, le forze politiche che avevano combattuto si riunirono in un’assemblea (la nostra Costituente) e crearono quella che è ancora oggi la nostra democrazia.

Caro Ministro Salvini, la Liberazione non è un derby tra comunisti e fascisti, e non è nemmeno una semplice commemorazione o un’occasione per fare propaganda politica. La Liberazione è la nostra Festa, la Festa di un’Italia bella e orgogliosa che sceglie di non piegarsi ma che stoicamente resiste a chi la vorrebbe buona e ubbidiente. È la Festa del Paese intero, della sua Storia e anche di tutte le sue contraddizioni. E se è vero che il dibattito tra una narrativa che vuole i partigiani alla stregua di banditi e chi, invece, li dipinge come intrepidi eroi è quasi diventato parte della Festa stessa, non dobbiamo comunque smettere di ricordare e di festeggiare la libertà tanto faticosamente conquistata, quella stessa libertà che le permette di fare affermazioni così dissacranti. Oggi più di ieri abbiamo bisogno del 25 aprile, e se non altro abbiamo il dovere di celebrare questa Festa in onore di chi è morto per la democrazia.