«No, non è vero. Io so’ de Tore Maura e non so’ d’accordo». Le parole sono queste, e la voce è quella di un ragazzino di 15 anni: risponde all’affermazione di un militante neofascista di CasaPound secondo cui «tutta Torre Maura è d’accordo con questa manifestazione», ovvero con la mobilitazione di protesta contro l’assegnazione a 77 persone di etnia rom di appartamenti destinati all’accoglienza di migranti. A Torre Maura, quartiere periferico di Roma in cui i problemi legati alla criminalità non mancano, l’arrivo di queste famiglie rom ha portato ad una grande protesta, guidata dai rappresentanti locali di CasaPound. Sono stati incendiati camper, automobili e cassonetti nella strada in cui tali famiglie sono state trasferite, ed i panini destinati dal comune alle persone bisognose tra i rom della zona sono stati rovesciati sul marciapiede e calpestati, quindi resi immangiabili, dai cittadini in protesta.
Un ragazzino di 15 anni ha avuto il coraggio di dire «io non sono d’accordo». A voce ferma, forte e chiara, di fronte ad una folla di persone adulte. Ha avuto il coraggio di rispondere ad un uomo che per l’età sarebbe potuto essere suo padre, ad un militante neofascista membro di un partito noto per la sua violenza. Ha iniziato a parlare, ad esprimere le sue opinioni, circondato da persone che la pensavano in maniera opposta rispetto a lui e consapevole di essere ripreso da telecamere. Inizialmente era un po’ timido, moderato nei toni e nelle parole; poi, di fronte alle continue provocazioni di chi gli stava di fronte, è diventato sempre più risoluto. «A me sta cosa che bisogna dare sempre contro alla minoranza nun me sta bene, nun me sta bene che no», questa è la frase che più ha colpito chi ha visto il video, tanto da rimbalzare sul web ed essere utilizzata come slogan durante una manifestazione antirazzista a Roma, organizzata proprio in seguito alle proteste contro i rom di Torre Maura.
Simone – questo il nome del protagonista della storia – al neofascista che lo sbeffeggia per la sua ostentata sicurezza risponde «Sì, sono sicuro, perché? Non si può essere sicuri?». È sicuro, Simone: sicuro di essere dalla parte giusta. Però non risponde mai con maleducazione o arroganza, non si scompone né sbotta, neanche quando un uomo interviene con prepotenza nella discussione e gli parla a dieci centimetri dal viso, dandogli pacche sulle spalle e puntandogli il dito contro il petto, continua a sostenere lo sguardo di chi gli sta di fronte, magari un po’ intimorito ma pieno di dignità.
15 anni. 15 anni di coraggio, di risolutezza, di purezza, di sicurezza in se stesso, nelle proprie idee e nella propria voce.
15 anni di bellezza.
Simone, quando gli viene detto che è solo, che è uno su cento a pensarla così, risponde «be’, almeno io penso». Risposta fantastica, ma non corretta, perché, Simone, non sei da solo a pensarla così. Ci sono così tante persone dalla tua parte! Così tanti ragazzi e ragazze, uomini e donne vogliono far sentire la loro voce proprio come hai fatto tu, sono capaci di dire «io non sono d’accordo» guardando negli occhi chi sta loro di fronte, confrontandosi ed argomentando le proprie idee in maniera rispettosa ed educata. Così tante persone sanno di essere nel giusto e non si fanno piegare dall’odio e dalla violenza!
Non sei uno su cento, non pensare neanche per un minuto di essere solo: siamo in tanti e le tue parole, la tua rabbia, la tua forza sono anche nostre. Perché ti abbiamo visto tutti in quel video, così minuto, con il tuo zainetto pieno di libri e la tua tuta sportiva, circondato da uomini aggressivi che sputavano odio e razzismo contro la tua pacatezza e la tua civiltà. Ti abbiamo visto tutti così grande, ergerti al di sopra di quei piccoli uomini e pronunciare parole più ricche di dignità di qualsiasi frase uscita dalla bocca di chi avevi intorno. Ti abbiamo visto e guardandoti abbiamo pensato che la tua bellezza è troppo grande e luminosa: alla fine dovrà vincere, per forza.