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Paramnesia: falsificazione della memoria attraverso una distorsione del ricordo.
È ciò che sta accadendo al Salone del Libro di Torino in questi giorni, poco prima della apertura.

Dopo la conferma della presenza della casa editrice Altaforte e della presentazione de “Io sono Matteo Salvini”, sono molte le personalità che hanno deciso di non partecipare all’evento.
Wu Ming, accusando la direzione del Salone del Libro di “nascondersi dietro il legale per non prendersi la responsabilità politica e morale”, Carlo Ginzburg, con una sferzata alla direzione, specificando che la sua “è una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità”, Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Roberto Piumini, la giornalista Francesca Mannocchi, Carla Nespoli, presidentessa ANPI, fino a Zero Calcare che ci pone di fronte alla vera questione, ovvero quanto ancora si debba spostare “l’asticella del baratro”.
Perché è vero, prima, una cosa simile non sarebbe mai accaduta.

Tanti, invece, decidono di rimanere, ma non in silenzio.
Lo fa Michela Murgia, autrice de “Istruzioni per diventare fascisti”, lanciando l’hashtag #iovadoatorino e decidendo di usare il suo incontro per “per leggere un testo che ricordi cosa ha fatto il regime fascista in questo paese, chi ha perseguitato, chi ha ucciso, chi ha mandato al confino e quale responsabilità mai affrontata si porta addosso chi lo rimpiange”. 

Tuttavia oggi la questione si aggrava ancora di più, con l’aut aut del Museo Statale di Auschwitz e dell’associazione Treno della Memoria, realtà che da 15 anni si impegna a trasmettere la Memoria ed il significato di cittadinanza attiva alle nuove generazioni.
La lettera scritta da Piotr Cywiński, direttore del Museo di Auschwitz, Paolo Paticchio, presidente del Treno della Memoria, Michele Curto, ideatore e Halina Birenbaum, sopravvissuta e scrittrice, centra esattamente il punto.
Non si tratta più di rispetto verso un contratto con una casa editrice pagante, ma di rispetto verso la storia e la Memoria.
Una casa che si promuove fascista e che addita l’antifascismo come il più grande male dell’Italia, come può coesistere con la presenza di testimoni e sopravvissuti?

Viene così ospitata una casa editrice vicina a Casa Pound, partito di estrema destra, dichiaratamente neo fascista, che ha una rivista nella sua linea editoriale, la quale non si è mai posta problemi a screditare l’ANPI ed a manifestare le proprie idee, dall’altisonante nome “Primato Nazionale – Quotidiano sovranista nazionale”.

Come è possibile?
Proprio a Torino, medaglia d’ora della Resistenza.
Proprio al Salone Internazionale del Libro, la più grande manifestazione italiana all’insegna della cultura e del sapere.

Così lo abbiamo chiesto a Jadwiga Pinderska, Direttrice della Casa Editrice Museo di Auschwitz.

“Penso che questa sia una situazione inquietante e che si debba reagire.
È molto comodo nascondersi dietro lo slogan: siamo la società moderna e rispettiamo la libertà di espressione. In certi spazi, soprattutto dove ci sono tante persone giovani, sta agli adulti insegnare come distinguere le idee giuste. Noi non ci confrontiamo spesso con il mondo esterno, perché come casa editrice partecipiamo solo due volte all’anno alle fiere del libro, ma dalla mia esperienza risulta che, almeno in Polonia, le case editrici ammesse alle fiere, debbano osservare certi standard e l’estremismo non venga accettato”.


Lo abbiamo chiesto a Valentina Cera, organizzatrice del progetto Treno della Memoria, che ci ha spiegato cosa costi trasmettere la Memoria alle nuove generazioni e cos’è la morte della cultura.

“Tanto impegno e costanza, accompagnati però da solidissimi e sempre presenti compagni di viaggio come il Museo statale di Auschwitz, ed è un impegno più che ripagato quando si ascoltano le preziosissime parole dei sopravvissuti ai campi. La cultura non è più tale quando si cede alla non cultura che vuole negare tutte le altre: il fascismo”.

C’è ancora chi sostiene a “penna tratta”, quotidiani nazionali compresi, che quella contro Altaforte sia censura, sia fascismo, che nella democrazia è insita la libertà di pensiero e che vadano accettate idee ed opinioni “scomode”.
C’è da domandarsi come si possa anche solo sostenere una simile idea. Forse perché non si ha ben chiaro a cosa il nazifascismo abbia portato. Forse perché ci si è abituati troppo a quegli agi e quei diritti di cui il fascismo ci aveva privato e che tutt’ora il neofascismo toglie ad altri, i “diversi”, a chi non è italiano.
O forse perché ci si è dimenticati da dove è nata la nostra Costituzione, in questo caso ce lo può ricordare Piero Calamandrei.

“Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione”.

Questo pomeriggio, infine, è arrivata la risposta della Regione Piemonte e della Città di Torino. È stato depositato un esposto alla Procura della Repubblica, affinché i magistrati possano valutare se sussistano i presupposti per il reato di apologia di fascismo alla luce delle dichiarazioni sul fascismo rilasciate da Francesco Polacchi, Direttore della casa editrice Altaforte.

Noi tutti, ragazzi dell’associazione Camminando a passo lento, siamo nati da quella matrice, che è il valore per la Memoria, nei solchi di quella che è la nostra Costituzione, la maggior parte di noi ha camminato in quei luoghi come educatore o staff del Treno della Memoria e tutt’ora molti sono ancora impegnati e si fanno carico di portare in viaggio decine di ragazzi, insegnando loro a non esser indifferenti, ad uscire dalla zona grigia, ad esser testimoni del passato ed attori del futuro.

Qui ora noi diciamo che non ci può essere cultura senza Memoria.
Non parliamo più di idee politiche, ma di crimini contro l’umanità.