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Il Primo Maggio a Torino hanno sfilato quasi 35 mila persone, ma purtroppo non all’insegna dell’unità e della lotta contro le ingiustizie sociali.
Non è stata la Festa dei Lavoratori, ma è stata la festa della violenza: l’ennesimo esempio di quanto le persone siano divise fra loro e l’odio sia il protagonista indiscusso.

Gravi e duri fin da subito gli scontri fra #PD e #notav, i quali si sono da subito accusati di scorrettezze.
I notav accusano il PD di aver assoldato la Polizia per fermarli con le cariche, opposta l’opinione dei dem, i quali accusano di esser “stati attaccati e aggrediti alle spalle dagli attivisti, che hanno spaventato a morte i più piccoli e i più anziani”. “Incursioni fatte mentre noi sfilavamo pacificamente, solo per ribadire il nostro ruolo e il nostro posto, senza esibire alcun simbolo Sì Tav” tuona Diego Simioli.

Dichiarazione purtroppo smentita dalle innumerevoli foto.

I telegiornali tuonano ed accusano di lanci di bottiglie ed atteggiamenti violenti da parte dei notav, addirittura di aver organizzato la loro manifestazione a parte e volersi unire solo in seguito allo scopo di creare disagio e disordine.
I social ed i siti però dimostrano proprio il contrario, basti controllare sulle pagine Fb NotavInfo e Notav, sul sito notav.info, sul sito Infoaut, su Twitter o più semplicemente su Google.
L’adesione al Primo Maggio era stata dichiarata settimane prima.
La disinfomazione regna.
Sui social iniziano a sfidarsi i post ed i tweet fra le diverse fazioni, dove si accusano a vicenda di esser aggrediti verbalmente e fisicamente e la tensione sale.

Il consigliere regionale di Joseph Gianferrini a seguito delle cariche della Polizia contro i notav scrive:

“I soliti teppisti #notav con #Askatasuna accompagnati da una nutrita flotta di consiglieri #5stelle hanno partecipato al corteo del Primo Maggio con un unico scopo: far abbandonare il corteo al @PDPiemonte.
Poi la polizia gli ha fatto assaggiare i #manganelli…finalmente!”

La consigliera regionale #M5S Francesca Frediani risponde con un altro post, con tanto di video sui social.

“Vergognosa carica a freddo della polizia in via Roma ” e poi “hanno chiuso via Roma di colpo e hanno iniziato a caricare e picchiano senza guardare un faccia nessuno”.

Si susseguono numerose denunce sui social, dove i manifestanti sostengono la gratuità delle cariche.

Ma cosa è realmente successo?

Secondo la legge italiana, la Polizia può utilizzare la forza laddove siano presenti adunanze sediziose che non si sciolgano nonostante gli espliciti avvertimenti da parte dell’ufficiale di pubblica sicurezza dopo tre intimazioni date ad alta voce o per mezzo di tre squilli di tromba.

Quando un’adunanza è sediziosa?

Secondo la legge, quando in assembramenti in luogo pubblico o aperto al pubblico, avvengano manifestazioni e/o grida rivoltose lesive verso l’autorità o che possano mettere in pericolo l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, o a seguito di delitti durante la manifestazione.

Tuttavia, diventa sediziosa anche in presenza di bandiere e emblemi simbolo di sovversione sociale, rivolta e vilipendio verso lo Stato, il Goveno o le autorità.

Per la giurisprudenza, è sedizioso quell’atteggiamento che implica ribellione, ostilità ed eccitazioni al sovvertimento delle pubbliche istituzioni.

Quando diventa violenza e repressione?

Al di fuori di questi chiari casi, il mantenimento dell’ordine pubblico diventa violenza e mera repressione, proprio ciò che è accaduto durante il corte del Primo Maggio.
Gli esempi si sprecano.

Ne è l’esempio ciò che è accaduto a Gianluca Vitale, avvocato e membro di Legal Team Italia, il quale è stato aggredito mentre proteggeva una donna caduta in seguito ad una carica del tutto improvvisa.

Davide Gariglio, espondente PD, così come il TG3 regione accusano il M5S ed i notav di aver aggredito fisicamente e verbalmente lo spezzone del PD.

Diversa, però, la realtà, dove si filma un addetto sicurezza del PD far roteare una cinghia ad altezza viso sui manifestanti notav, ferendo così Massimo Cappellato, attivista notav.
Una volta uscito il nome del soggetto, il suo profilo Fb è stato cancellato.

Lo stesso vale per due ragazzi, aggrediti mentre erano da soli.
Nessun assembramento sedizioso, nessun simbolo di vilipendio o ribellione, a meno che non sia stato considerato tale la figura di Federico Aldrovandi sulle loro magliette.

Molti i manifestanti che sostengono che quei tre famosi avvertimenti, non ci sono mai stati ed anzi, che gli ordini arrivavano direttamente dai balconi, dove al fianco di agenti erano presenti già fotografi e cameramen.

Forse il problema è l’atteggiamento e l’odio che è oramai sfondo di ogni contrasto politico, il clima di violenza che impera anche nella giornata dove tutti dovrebbero essere uniti.

Il problema non erano sicuramente i notav.

Qualcosa, semplicemente, non torna se l’8 Dicembre 60 mila manifestanti notav hanno compiuto una delle più grandi manifestazione del movimento a Torino, senza nessun episodio di violenza e disordine pubblico, mentre il Primo Maggio, con meno della metà delle persone si sono contate numerose cariche della Polizia contro i manifestanti e diversi feriti.
Ridicolo che si debba sempre trovare il capro espiatorio per far passare il messaggio che manifestare sia sbagliato, terribile che ai più questo non sia chiaro.

Il problema è un altro.
Laddove ci sarà qualcuno a manifestare il suo pensiero, ci sarà sempre qualcun altro pronto a reprimerlo.
Il G8 di Genova e gli episodi della Diaz dovrebbero aver marchiato a fuoco le nostre coscienze, eppure così non è.